Gesù gli disse: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Gv. 10, 10 “Io sono venuto affinché abbiano vita”

 

 

In questo mondo c’è una sola grande divisione. Non fra poveri e ricchi, non fra due ceti sociali o tra una razza e un’altra, ma tra i morti e i vivi.

Certamente gli uomini appaiono vivi e vegeti. Ma ti prego ora di considerare questa cosa dal punto di vista di Dio.

 

Nelle parole del Signore “Lascia i morti seppellire i loro morti”, in cui emerge il principio che la Sua volontà viene prima di tutto,  vediamo pure molto chiaramente due classi di persone, i morti e i vivi, e ognuno di noi si trova in una delle due.

Osserviamo un uomo d’affari, un grande imprenditore, impegnato dalle prime ore del giorno alla sera. Nel vederlo così attivo e dinamico, ciascuno di noi può giustamente dire; “E’ un uomo veramente vivo!”. Beh, sicuramente ci vogliamo riferire alle sue facoltà organizzative, mentali e intellettive; alle sue facoltà fisiche e ai suoi riflessi.

Ma ora lasciamo che sia Dio ad esprimersi in merito. Egli dice: “E’ morto!”.

Paradossalmente, ci troviamo davanti ad una bara. Si tratta della salma di un credente. E’ là inerte da diverse ore. Gli parliamo, non risponde; cerchiamo di sollevargli un braccio, ma torna immediatamente giù; qualsiasi cosa …. non risponde.

Ora interroga Dio sul problema. Ti risponderà: “E’ vivente!”. Gesù affermò che  “davanti a Lui [i credenti] vivono tutti”.

Il problema consiste in questo: mentre noi ci riferiamo alla vita materiale e temporale, Dio vede quella spirituale ed eterna. Mentre noi ci riferiamo al corpo, alla parte esteriore -che si vede- Dio vede l’interiore, la parte spirituale che non cessa mai di vivere e che abbandona il corpo, nel momento in cui avviene il decesso.

 

Ognuno che non crede in Gesù è morto spiritualmente, cioè separato da Dio e incamminato verso la perdizione eterna. Ma credi in Gesù ora e fai tue queste parole, come se l’apostolo Paolo parlasse a te soltanto.

Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri. Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati),  e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù (Efesini 2,1-6). 

 

 

 

Mentre un giorno vedranno il mio corpo inerte, e diranno: “Davide è morto”, ti assicuro che si sbaglieranno, perché allora sarò vivente davanti a Lui, poiché anni fa fui vivificato dal Suo Spirito e ricevetti in dono la vita eterna. Perciò, sarò morto alla vita terrena, ma sempre vivente a quella celeste“.   …chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Giovanni 11,25), affermò il Signore Gesù davanti alla tomba del credente Lazzaro.

 

Credi nel Signore Gesù, e farai parte della schiera dei vivi.

Davide Martella