“Ladri, due incursioni, bottino: oro e computer.”;

“Catturati i due stupratori della quattordicenne…”;

 

“Minorenne violentata ripetutamente e accoltellata: operata all'addome. Tre arresti”.

“Pestato dal branco dopo lite nel locale. Aggredito, picchiato e ridotto in fin di vita per aver pestato involontariamente il piede a un coetaneo mentre ballava in discoteca”.

  

Il campo dell’informazione, oggi più che mai, è impregnato da due generi di notizie. Le prime rapine, stupri, violenze sui minori, infedeltà sessuale e tragedie familiari (se il focolare domestico una volta costituiva una sicurezza, un punto solido e un riferimento, oggi è spettro di tragedie raccapriccianti: è diventato un focolaio di comportamenti inumani!). A proposito di infedeltà sessuale, leggevo tempo fa: “Cifre record di tradimenti su Internet”:  …cercano il grande amore sulle chat. Ma gli esperti avvertono: “Per quanto virtuali sono una nuova causa di separazioni”. 

Ebbene, questi fatti che noi chiamiamo (non a torto) “spiacevoli”, oppure: “tragedie” e “tradimenti”, la Bibbia definisce PECCATO.

Le seconde crimini e omicidi, guerre, calamità naturali possono racchiudersi in una parola soltanto: MORTE.

Beh, possiamo affermare, senza tema di sbagliare, che in prima pagina, sui giornali di domani, leggeremo le notizie di oggi e di ieri. Cambieranno le località e i nomi di persone, ma non la sostanza e i contenuti. 

Per sintetizzare quanto detto fin qui, propongo la lettura di Rom.5,12  …per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato...

Si racconta che Federico il Grande un giorno fu avvicinato da un povero  uomo che voleva parlargli. "Non ho tempo per ascoltarti!", rispose il re senza fermarsi. "Sire –insisté il povero- ho solo due parole da dirle". "Va bene -replicò Federico- ma due parole, non di più". "Fame, freddo", gridò allora il poveretto, al posto della piccola supplica che aveva preparato. "Pane, carbone", rispose il monarca con altrettanta brevità; e comandò di dargli cento talleri.

 

Due parole descrivono la disperata povertà di questa umanità: Peccato, morte.

L’uomo ha peccato. A causa del peccato, la morte è entrata nel mondo. Ma Dio ha mostrato la grandezza del proprio amore per noi; mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Si, per l’ubbidienza del Figlio di Dio, Gesù Cristo, tutti gli uomini, sotto condanna a causa del peccato, perchéla paga del peccato è la morte (Rom.6,23), trovano grazia in Lui.

Voglio invitarti, amico, come primo passo, se non l’hai mai fatto: riconosci di essere separato da Dio, a causa del peccato.  Secondo passo, proprio come il povero mendicante, avvicinati a Dio; Lui è sempre pronto, e ti aspetta! E come terzo passo confessagli la tua miseria spirituale, cioè: che sei un peccatore perduto.

Ti assicuro che Dio ti ascolterà, e pronuncerà le parole che hai bisogno di ascoltare: Perdono e Vita, la vita eterna.

Vai al Salvatore con l’atteggiamento di un mendicante, poiché “Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili” (Giacomo 4,6).