Prenderemo in considerazione alcuni brani della Parola di Dio che hanno qualcosa in comune. In ognuno ci viene parlato di una coppa –o calice. Queste coppe narrano la storia della nostra salvezza.

 

1. Cominciamo col leggere il Salmo 75,8  Il SIGNORE ha in mano una coppa di vino spumeggiante, pieno di mistura. Egli ne versa; certo tutti gli empi della terra ne dovranno sorseggiare, ne berranno fino alla feccia.

 

“… tutti gli empi della terra ne dovranno sorseggiare…”,

Chi sono gli empi?

Finita una conferenza dal tema “l’empietà”, un uomo, congratulandosi col predicatore, disse: “La ringrazio per la chiarezza; veramente una bella ed interessante esposizione; ma avreste dovuto predicare questo messaggio a trecento metri da qui, in quella casa circondariale, poiché là ci sono gli empi”.

Non è necessario commettere crimini per diventare empi. Empio è chi offende Dio e la Sua Parola; perciò “l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà” (Romani 1,18).

La coppa del giudizio; si, il calice da cui io avrei dovuto bere. Ma non ci andrò più in giudizio, perché ho ascoltato la Sua Parola e ho creduto. Non smetterò mai di essere grato al Signore per non dover più bere da questa coppa!

 

2.  Matteo 26, 39-42 “E, andato un po' più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi … Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”.

La coppa della sostituzione. Gesù si trova nel Getsemani … Ora, il solo pensiero di entrare in contatto con il nostro peccato gli causa una terribile sofferenza, quella più acuta: Lui, eternamente Santo, ora diventa “peccato”. Gesù prega. Prega che quel calice passi oltre…

Forse Gesù stava rinunciando al compimento dell’opera di salvezza per l’umanità? Oppure “stava –come qualcuno disse- gettando la spugna”? No, in alcun modo.

Colui che “non ha conosciuto peccato”, stava chiedendo: “Padre, se c’è un altro modo per salvare gli uomini, senza che io debba bere questo calice (diventare peccato), mostramelo ora!”.

C’è una richiesta …, ma il cielo rimane in silenzio! Mi vengono in mente le parole di Pietro: “…ha portato Egli stesso i nostri peccati nel Suo corpo …”(1 Pietro 2,24).  Non c’era altro modo per salvare i peccatori; doveva andare alla croce: solo cosi potevamo essere redenti. La morte e la maledizione stavano in quella –nostra coppa, ma Cristo l’ha bevuta, fino alla feccia, senza lasciarvi nulla e riempiendola del Suo grande e infinito amore per me.

La salvezza è soltanto là, alla croce di Cristo, dove Egli ha inchiodato i nostri peccati. Là, dove il “fuoco” del giudizio di Dio contro il peccato si è abbattuto, e il peccato è stato giudicato una volta e per sempre. Perciò, la salvezza è soltanto in Lui, perché su Lui c’è stato il giudizio.

Durante una giornata afosa in una terra d’America, era sopraggiunto un venticello che rendeva possibile agli abitanti della giungla di starsene davanti alle loro capanne e contemplarsi il grano ormai maturo da mietere, ringraziando la sorte di averli favoriti. Ma ad un tratto,  ecco delle fiamme altissime all’orizzonte. Un grido generale: “La giungla è in fiamme! E’ il fuoco, è il fuoco!”.

L’incendio che si era sviluppato ad una distanza di chilometri,  avanza terribile nella direzione del piccolo gruppo di capanne, favorito dal vento e dall’arsione del terreno. Davanti al muro di fiamma e di fumo, gli animali della giungla corrono all’impazzata, urlando e pestando tutto quanto trovano sul loro passaggio. Mentre il  tempo stringe, il pericolo incalza, il terrore continua ad aumentare.

Ma il capo di quel villaggio,  invita tutti alla calma perché “tutti scamperete –egli dice- se farete secondo le mie istruzioni”. In mano ha una torcia (la gente non si spiega ...), quindi incendia –nonostante tutti  cercassero di fermarlo- il bel campo di grano che prima costituiva il suo orgoglio; pochi minuti, e quel campo è un braciere ardente, pochi istanti ancora e non rimane altro che una grande zona di terra arsiccia e fumante. Ancora un po’,  e il capo del villaggio si mette  nel mezzo di quel campo e dice: “Venite tutti dove è già passato il fuoco”.

 

Vai a Gesù: su Lui c’è già stato il giudizio di Dio!


3.  Che potrò ricambiare al Signore per tutti i benefici che mi ha fatti? Io alzerò il  calice della salvezza e invocherò il nome del Signore (Salmo 116,12-13)

 

La coppa della salvezza

L’autore del Salmo si domanda: “Cosa posso darti , poiché tu hai dato tanto per me?”.

“Cosa posso dare io al Signore per tutto quanto Egli ha fatto per me?”.  La risposta: “Non devi dare nulla, proprio nulla, solo accettare questa coppa, il calice della salvezza; cioè: invocare il Signore, riceverLoper fede (la salvezza è per grazia mediante la fede) e ringraziarLo.

 

Questa coppa vuole ricordarci che la salvezza è tutta opera di Dio, e che l’uomo deve solamente afferrarla, perché essa gli è vicina, tanto vicina!

Ma la cristianità oggi –e da sempre- continua ad offendere Dio. Offendere Dio!! Perché? Mentre da un lato si professa: “…è opera di Dio”, dall’altro si insegna la cooperazione dell’uomo ...

 

Inviti me e mia moglie a casa tua per cenare insieme. Ci sediamo davanti ad una tavola apparecchiata secondo i canoni dell’ospitalità. A cosa tu e tua moglie non avete pensato! E trascorriamo una bellissima serata gustando le varie portate (non mancano i vini doc ), nella condivisione delle nostre esperienze, raccontandoci …, ridendo e fortificando i nostri legami di amicizia.

E’ ormai tardi e siamo davanti alla porta; ci intratteniamo ancora un pò… no non c’è proprio la voglia di lasciarci. Ad un certo punto, prendo l’iniziativa e dico: “Cari, è stata una bellissima serata, vi ringraziamo sentitamente per l’ospitalità. Abbiamo gustato questo tempo insieme, valido e significativo, ne avevamo bisogno! E la cena … una delizia! Supponiamo abbiate speso tantissimo”. Quindi mi volto, tiro fuori dal portafoglio due banconote, e dico: “Sentite cari, permetteteci di contribuire in qualche modo. Sappiamo la vostra generosità, ma vi sarà costato tanto. Perciò, vi preghiamo di accettare”. Come ci rimarreste?

Tanti nel mondo oggi continuano ad offendere Dio!

 

La coppa del giudizio. Chi crede in Gesù non berrà mai da essa.

La coppa della sostituzione. Mai capirò quanto il Signore Gesù ha sofferto per me.

La coppa della salvezza. Niente devo dare per riceverla, ma soltanto afferrarla, invocare il Signore e ringraziarLo.

Vai al Signore e diGli: Mio grande Salvatore grazie! Grazie perché mi offri una salvezza così grande! Non potrò mai capire pienamente perché, nonostante i miei peccati, tu mi hai amato, mi hai cercato e vuoi lavare il mio cuore col tuo sangue, e farlo diventare più bianco che neve! Vieni in me, io ti accetto”.

Davide Martella